Le forme dell’Amore e l’Educazione

wp_7356069 Amore, Educazione, Pedagogia

amore

 

Che cos’è l’AMORE?

Tra i “Maestri” dell’Arte di Amare non si può non citare Erich Fromm ed evidenziare la sua Pedagogia implicita


Nonostante l’amore abbia molte forme e possa essere rivolto a diversi soggetti, secondo Fromm l’amore produttivo si compone di alcuni elementi fondamentali che sono <<la sollecitudine, la responsabilità, il rispetto e la conoscenza>> (Fromm, 1947: 80). Amare produttivamente una persona significa essere solleciti di lei ed implica affaticarsi per soddisfare i suoi bisogni. Legata alla sollecitudine è la responsabilità, la risposta spontanea e incondizionata al riconoscimento dei bisogni dell’altro. Questi elementi si accompagnano al rispetto, radicato nella consapevolezza dell’unicità di una persona e nel desiderio che essa si sviluppi tramite le sue potenzialità, e alla conoscenza intima dell’altro, la sua essenza. Tutto ciò è reso possibile solo nella libertà, la premessa fondamentale senza la quale, al posto dell’amore produttivo, ci sarebbe solo dominio e illusione.

Fromm ha distinto diverse forme d’amore: l’amore fraterno, l’amore materno, l’amore erotico, l’amore per se stessi e l’amore per Dio.

   L’amore fraterno è secondo Fromm la forma fondamentale d’amore, perché coinvolge tutti gli elementi implicati nell’amore incondizionato di cui sopra. Chi sa amare in modo fraterno abbatte le differenze superficiali che separano gli uomini gli uni dagli altri e avverte invece l’umanità che crea l’uguaglianza, consentendogli di comprendere gli altri come egli comprende se stesso. Con l’amore fraterno l’uomo entra in relazione con gli altri e con il mondo, instaurando quindi rapporti educativi.

L’incontro con l’altro smuove il sentimento dell’umano e lo induce a trasformarsi. Affinchè ciò possa avvenire dev’esserci un’unica condizione: un clima di libertà e indipendenza. Se si è coscienti di se stessi sarà possibile far incontrare il proprio mondo con quello dell’altro, senza correre il rischio di con-formarsi o de-formarsi ad esso. La condizione fondamentale dell’amore fraterno, e quindi dei rapporti educativi, è il pensiero libero e produttivo perché è solo a partire da esso che sarà possibile tras-formarlo, donando una forma alla propria formazione.

L’amore materno è probabilmente la forma d’amore più pura, in quanto non è basata sul sentimento dell’umano e sullo scambio reciproco come avviene nei rapporti educativi dell’amore fraterno, bensì sulla gioia del dare della madre per il suo bambino. La direzione dell’amore è quindi a senso unico e dura per sempre in modo disinteressato e incondizionato. Solo una donna libera e indipendente sarà una madre realmente in grado di amare il proprio figlio, perché la libertà e l’indipendenza sono il terreno sul quale si radica l’amore per se stessi, senza il quale l’amore per gli altri sarebbe impossibile. La madre, attraverso il suo benessere, educa il proprio figlio alla gioia di vivere e quindi all’amore per la vita. Per tale motivo il bambino filtrerà l’educazione materna in se stesso ed esprimerà la sua essenza in formazione attraverso attività ludiche, ovvero creative e produttive. Queste verranno incoraggiate dalla madre, la quale, consapevole che l’infanzia è il periodo fondamentale in cui il bambino esprime il proprio mondo dell’interiorità e nella quale affondano le radici della sua formazione futura, è in grado di amare produttivamente.

A differenza dell’amore fraterno e materno, l’amore erotico è rivolto soltanto ad una persona ed è con essa che si desidera unire noi stessi tramite l’atto di unione e fusione. Ingannevolmente, si potrebbe pensare che questi siano esclusivamente di natura sessuale. In realtà, il desiderio di legame e di soddisfazione sessuale, naturalmente insiti nell’uomo, possono dare la certezza di sentirsi attratti sinceramente da una persona e, addirittura, di innamorarsi, mentre ciò che sta alla base dell’attrazione è il desiderio di superamento della solitudine comune a tutti gli uomini. Il legame che si instaura tra due estranei tramite l’atto sessuale è quindi di natura illusoria, e condurrà inevitabilmente alla delusione. Tale atto, infatti, fa sentire all’uomo una mancanza inconcreta, quindi infinita. Essa viene percepita dall’uomo tramite la ragione, la quale la conduce nell’anima facendo si che quest’ultima, necessariamente, si senta ontologicamente incompleta. La mancanza avvertita dall’uomo consiste in un’assenza spirituale che, come tale, annichilisce  perchè non da forma all’essenza, bensì tende a lacerarla, provocando l’impossibilità di amare. Essa diventa come un’assenza che, paradossalmente, è presente e può essere vista solo da chi sa vedere alla luce del pensiero. Inoltre lascia comprendere come, non solo essa separa dall’altro come una barriera invisibile incrementando lo stato d’animo di solitudine, ma sgretola anche l’essenza. Per quanto il desiderio di fusione sia grande, sarà impossibile soddisfare questa esigenza, almeno finché quella mancanza, quell’assenza che corrompe l’integrità dell’essenza, non sia sostituita con l’amore. Con esso ci si può fondere con l’altro, abbattere la barriera illusoria e cessare di non essere. Dunque, ci si può unire con l’altro per diventare, per essere un’unica indivisibile sostanza. L’infatuazione è un’illusione dell’amore, che deriva dai sensi e lì si ferma. Si infatua solo chi non conosce ancora l’altro o chi, per ragioni nascoste, non ha il coraggio di amare. Provenendo solo dai sensi l’infatuazione consiste nella materialità, quindi è un stato d’animo finito. L’amore invece è senso ma anche e soprattutto sollecitudine, responsabilità, rispetto e conoscenza di se stessi e dell’altro, pertanto comprende sia la materialità che la spiritualità, senza essere contraddittorio. L’amore quindi è infinito. L’ amore immaturo dice <<Ti amo perché ho bisogno di te>> ( Fromm, 1956: 50), espressione di un’amore finalizzato, di comodo, deformato. <<Ho bisogno di te perché ti amo>> (ibid.: l.c.) è il fondamento dell’amore maturo. Soltanto l’amore fonda l’uomo, lo fonde con l’altro e  lo infonde di umano.

Come l’amore può essere rivolto agli altri in quanto esseri umani, allo stesso modo può e deve essere rivolto innanzitutto verso se stessi. Il rispetto verso di sé implica comprensione, intesa come prendere- con- sé. Se si è in grado di comprendersi e rispettarsi si è anche in grado di comprendere e rispettare il prossimo, ovvero di amarlo in modo fraterno. L’amore per se stessi, però, viene spesso confuso con l’egoismo. In realtà, mentre il primo è un atteggiamento necessario al rapporto con se stessi e con gli altri, il secondo ne costituisce la deformazione. L’egoista non ha amor proprio, ma compensa la propria incapacità di amarsi e di amare gli altri attraverso il possesso. In sostanza, invece di essere il più possibile, come un uomo che ama se stesso, l’egoista vuole avere il più possibile. Mentre il primo è, il secondo ha.

Anche lamore per Dio nasce dal bisogno umano di superare la solitudine e raggiungere l’unione. L’aspetto patriarcale della religione consente all’uomo di amare Dio come un padre, il quale, con le sue leggi, sorveglia il suo operato e può punire chi le viola. Quello matriarcale permette di amarlo come una madre che ama i suoi figli in modo eguale e incondizionato. Tuttavia, secondo Fromm, l’uomo realmente religioso non ama Dio come un padre o una madre, e non si aspetta niente da lui, bensì è maturo al punto di riconoscere i propri limiti conoscitivi e rendersi conto di non saperne nulla. Pertanto l’amore per Dio <<(…) significherebbe, allora, desiderare il raggiungimento della piena capacità di amare, per la realizzazione di ciò che “Dio” rappresenta in se stesso>> (ibid.: 78). Non potendo conoscerlo nel pensiero, l’unico modo in cui ci si può avvicinare ad egli è <<l’esperienza dell’unità(…)l’atto di sentire l’unità con Dio>> (ibid.: 84). In sostanza, l’uomo non deve essere religioso, ma deve vivere religiosamente, ovvero fare ciò che è giusto, dire la verità, amare il prossimo.

Nelle forme d’amore individuate da Fromm non esiste un ordine gerarchico. L’amore per se stessi e l’amore fraterno possono essere considerate fondamentali in quanto, senza queste, l’amore materno e quello erotico non potrebbero avere luogo. L’amore per Dio, invece, si configura come necessario, poiché pone le basi per una vita orientata umanisticamente. Considerate nel loro insieme, invece, le forme d’amore sono complementari perché formano il modo di essere dell’uomo, orientandolo verso l’educazione, ossia il rapporto che l’uomo crea con gli altri e con il mondo nella dinamica fondamentale del dare e ricevere. Nelle sue diverse forme, l’amore autentico sussiste grazie all’educazione. Quest’ultima è quindi una componente imprescindibile di tutte le forme d’amore. Nonostante possa sembrare che l’amore per se stessi non necessiti dei rapporti educativi per potersi formare, è possibile constatare come esso possa realizzarsi grazie al pensiero produttivo, che rende l’uomo cosciente di se stesso donando a quest’ultimo la possibilità di aprirsi all’incontro con l’altro, ossia ai rapporti educativi.

 

L’Amore è una vera e propria Arte, e l’impegno essenziale dell’Uomo è  quello di trasformarsi da dilettante… a Maestro.

 

Dott.ssa Valeria Reda

Bibliografia:

 

FROMM Erich

1947

Man for himself. An inquiry into the psychology of ethics, Holt, Rinehart and Winston, New York ( tr.it.  Dalla parte dell’uomo. Indagine sulla psicologia della morale, Astrolabio, Roma, 1971)

1956  

The Art of Loving ( tr.it. L’arte di amare, Mondadori, Milano, 1986;2005)